Ve la do io la destra
Eugenio Scalfari non è un rinfocolatore, uno di quegli scassatutto di cui si pasce la nevrosi antiberlusconiana travaglista e republicona (con corredo di moralisti à la Zagrebelsky). Prima di altri, il Fondatore ha colto in Giorgio Napolitano, con il quale vanta un’amicizia non sempre idilliaca ma durevole, il contrafforte principale che sorregge le istituzioni italiane assediate dall’instabilità e dalla crisi. Lo specchiato antiberlusconismo di Scalfari non somiglia mai a un raglio nell’infinito, piuttosto è il calmo possesso di una convinzione rassegnata. Ma c’è un ma. Anche lui s’è messo in testa di rifare non l’Italia, addirittura il centrodestra.
19 AGO 20

Eugenio Scalfari non è un rinfocolatore, uno di quegli scassatutto di cui si pasce la nevrosi antiberlusconiana travaglista e republicona (con corredo di moralisti à la Zagrebelsky). Prima di altri, il Fondatore ha colto in Giorgio Napolitano, con il quale vanta un’amicizia non sempre idilliaca ma durevole, il contrafforte principale che sorregge le istituzioni italiane assediate dall’instabilità e dalla crisi. Lo specchiato antiberlusconismo di Scalfari non somiglia mai a un raglio nell’infinito, piuttosto è il calmo possesso di una convinzione rassegnata. Ma c’è un ma. Anche lui s’è messo in testa di rifare non l’Italia, addirittura il centrodestra. Vaste programme espresso nell’editorialone consueto della domenica, in tante ma sentite parole: “Nel frattempo – lo ripeto – i moderati debbono costruire una forma di rappresentanza politica che abbandoni totalmente il populismo e si configuri come una destra democratica e riformista”. Seguono istruzioni ulteriori, guarnite di sano scetticismo anti borghese e di elogi per Quagliariello, Lupi e Cicchitto (non esattamente un favore, immaginiamo).
Al netto delle buone intenzioni, il punto è sempre lo stesso: ogni tanto gli intellò della sinistra suprematista decidono che la destra è troppo importante per non essere disegnata da loro stessi come una sinistra in ritardo (© Buttafuoco) e per di più berlusconicida. Si potrebbe obiettare che il Gruppo Espresso ha già abbastanza terremotato il Pd, per potersi permettere di elargire consigli sensati ai berlusconiani. Ma è un appunto che vale più per CDB con le sue dubbie tessere democratiche che non per Scalfari, al quale basta ricordare che circa dieci milioni di elettori berlusconiani hanno salvato anche lui dalla dittatura trotzkista del dottor Gribbels, incoraggiata in modo squinternato dal collabò Bersani con dirigenza democratica al seguito e Rep. nel ruolo di portabandiera.